Il «no» alla Ue costa 800 miliardi

Chiarra Bussi, Il Sole 24 Ore, 06.05.2014

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Un assegno potenziale di oltre 800 miliardi all'anno, qualcosa come il 6% del Pil dei Ventotto. È questo, secondo un recente studio dell'Europarlamento, l'impatto economico della «fase 2» dell'integrazione europea e come rovescio della medaglia il prezzo da pagare nel caso (ipotetico) di rinuncia al progetto. Mentre l'Unione appare oggi come un cantiere incompleto e la campagna per eleggere il nuovo Parlamento dal 22 al 25 maggio assume sempre di più i toni di un referendum sul "sogno" dei Padri fondatori, lo studio mette nero su bianco il «costo della non Europa». [...]

«L'Unione – conclude Janis Emmanouilidis, senior policy analist all'Epc (European policy centre) – non è un prodotto finito ed è spesso ostaggio degli interessi nazionali. Può essere ancora migliorato e completato, ma è un progetto irreversibile».

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