Merkel-Hollande "Più forza all'UE"

Lorenzo Robustelli, Il Secolo (Italian daily), 28.06.2012

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Qualcosa si muove in questa complicata Unione europea. Sedalla Banca centrale europeail capo economista Peter Praet fa sapere che «non c’è alcuna dottrina per cui i tassi di riferimento non possano scendere sotto l’1%», creando un po’ di ottimismo tra gli investitori, il tema fondamentale restano le scelte della politica. L’asseèil filochepassa tra Berlino e Parigi i due principali paesi dell’euro, ma anche i due paesi che rappresentano le visioni opposte del l’Unione: pronti a fissare regole strettissime e a delegarne poi la vigilanza e l’esercizio a Bruxelles i tedeschi, meno rigidi e molto meno disposti a delegare i francesi. Se François Hollande e Angela Merkel trovano un’intesa si va avanti, altrimentino. La strada può anche essere sbagliata, come successe quando all’Eliseo c’era Nicolas Sarkozy, ma se tra Parigi e Berlino non c’èintesanon ci si muove.Con buona pace di Mario Monti, ascoltato ma non indispensabile mediatore. […]

A Berlino no, «lorononsentono la crisi», spiega Janis Emmanouilidis, senior policy analist dell’European policy centre, uno dei grandi think tank di Bruxelles. Lui ha un passo in più per capire la situazione, lui unisce i due estremi: mamma tedesca e papà greco, vita di studio e di lavoro divisatraiduepaesi,finoall’approdo a Bruxelles. «I tedeschi sentono di essere in competizione con il resto del mondo – spiega – loro lì guardano».Ma hanno anche «un vero terrore dell’inflazione, per loro è una bestianera, si ricordano ancora di quello che successe negli anni venti del secolo scorso».Per i tedeschi dunque l’idea del deficit spending, di spendere soldi a debito, anche se per i migliori propositi di investimenti produttivi in settori innovativi, come propone Monti, è fuori dal mondo. «Volete spendere soldi presi a prestito? Prima fate le riforme, tutte e poi sarete realmente competitivi», così ragionano i tedeschi secondo Emmanouilidis.

Oggi e venerdì, dunque ,«bisognerà vedere fino a dove i governi vogliono arrivare», come spiega il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso. Si tratterà soprattutto di parole, le misure “pratiche” saranno poche e sono note da tempo. L’Unione bancaria si farà? Quando? In che modo? Sono queste le risposte che attendono i mercati.

Bisognerà che tra gli stati si crei un po’ più di fiducia. «I tedeschi, è vero,non si fidano molto dei partner – dice Emmanouilidis – ma il problema direicheè generale. Ea Berlino hol’impressione che si usino anchei mercati per fare pressione sugli stati». Certo sugli eurobond non c’è discussione. L’ambizione di Merkel è che «si possa decidere anche del futuro politicodell’Unione. Abbiamo bisogno di più Europa che si aiuti reciprocamente». Hollande ha mostrato soddisfazione: «Abbiamo lavorato bene – hariferito - inparticolare sulla crescita». Il desiderio comune adesso è «approfondire l’unione oggi economica e monetaria, e domani quella politica».


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